ANPI Bruxelles
Associazione Nazionale Partigiani d'Italia - Sezione di Bruxelles
17/10/2026
Oggi a Roma, in occasione della cerimonia a ricordo della deportazione degli ebrei romani dopo la razzia del Ghetto realizzata il 16 ottobre 1943, un gruppo di estremisti ha contestato la presenza della delegazione dell’ANPI di Roma, pretendendone l’allontanamento dalla piazza.
La contestazione fa seguito all’incredibile appello del presidente della Comunità romana che alla vigilia della giornata aveva dichiarato: “Chiediamo all’Anpi di non partecipare alle nostre commemorazioni. Chi ha contestato la presenza delle bandiere di Israele e della Brigata Ebraica nei cortei del 25 Aprile non può pretendere di presentarsi da noi il 16 come se tutto questo non significasse nulla”. Puntuali, questa mattina, gli insulti e la contestazione di un gruppo di fanatici.
A seguito delle contestazioni le bandiere dell’ANPI, dell’ANED , dell’ANPPIA e di altre organizzazioni della Resistenza si sono spostate in un altro settore della piazza.
L’ANED deplora con forza la violenta contestazione di questa mattina. Per decenni le forze neofasciste hanno negato la legittimità della presenza delle organizzazioni partigiane alle celebrazioni delle vittime del nazifascismo; dove non sono riusciti i neofascisti non riuscirà oggi la maggioranza di destra della comunità ebraica di Roma.
Per quanto la riguarda direttamente, l’ANED fin dalla fondazione, nel 1945, organizza in fraterna solidarietà tutti i superstiti dei campi nazisti e tutti i famigliari di coloro che dai l***r non sono tornati, e non deve chiedere a nessuno il permesso di partecipare alle commemorazioni dei suoi morti. Se poi il presidente della Comunità di Roma si sente più a suo agio non in compagnia di chi ha da sempre combattuto i deportatori e i persecutori, ma dei rappresentanti di forze politiche i cui gruppi giovanili inneggiano ai forni di Auschwitz, questo è con evidenza un problema suo.
L’ANED esprime all’ANPI la più fraterna solidarietà di fronte a questo odioso e strumentale attacco.
Il Consiglio Nazionale
ANED
16/10/2026
MAI PIÙ VUOL DIRE MAI PIÙ PER NESSUNO
Oggi ricordiamo la deportazione degli ebrei dal ghetto di Roma, compiuta dai nazisti il 16 ottobre 1943. Fu uno degli atti più brutali effettuati sul territorio italiano durante la Shoah. Su 1023 deportati, solo 16 tornarono a casa.
L'ANPI partecipa, come sempre, alle celebrazioni e al ricordo, e non avverte la necessità di dover chiedere il permesso a qualcuno, tanto meno a chi pensa di usare la memoria della Shoah per sostenere il genocidio del popolo palestinese.
Con la stessa forza con la quale ricordiamo l'Olocausto e i crimini del fascismo, condanniamo senza ambiguità il genocidio di Gaza e i crimini che lo Stato di Israele compie contro i palestinesi. Nelle nostre manifestazioni continuerà a essere presente la bandiera della Palestina, quale simbolo di tutti i popoli che - come fecero gli italiani nel 1943-45 - oggi lottano per la libertà.
16/10/2026
Giornalai e parlamentari di Fratelli d’Italia sono così analfabeti o così falsi da cercare di far passare la bandiera delle Brigate Garibaldi non si sa bene per bandiera di quale regime.
Le Brigate Garibaldi furono le formazioni partigiane più numerose della Resistenza italiana, organizzate dal Partito comunista ma aperte anche a militanti di altre provenienze politiche. Secondo i dati riportati da diversi fonti storiche - tra cui Giorgio Bocca - circa il 50% dei partigiani appartenevano alle Brigate Garibaldi. Su 280.000 qualifiche di partigiano e patriota attribuite alla fine del conflitto 169.000 vennero date a garibaldini. E sugli oltre 40.000 morti della Resistenza si calcola che quasi 25.000 appartennero a queste Brigate.
Questo è il tributo di sangue pagato da chi col fazzoletto rosso e quella bandiera dietro le spalle, inferiore per mezzi e risorse, si è battuto contro l’occupante nazista, contro i collaborazionisti della Repubblica Sociale e per costruire una società nuova fondata sui principi di giustizia sociale e ugualianza.
Tutti gli errori, i limiti e perfino i crimini compiuti nel corso di questa lotta sono da ascrivere sempre e comunque al regime che ha oppresso le classi subalterne italiane per vent’anni, ha scatentato le infami imprese coloniali e ha trascinato la nazione in una guerra di sterminio al servizio del regime più aberrante che sia mai comparso sulla faccia della Terra.
Va ribadito oggi più che mai che alcune delle donne e degli uomini più coraggiosi e capaci dei più grandi sacrifici hanno preso parte alla guerra di Liberazione dentro le formazioni Garibaldi. La stragrande maggioranza di queste persone hanno donato la loro vita per liberare l’Italia, per migliorare la condizione delle persone oppresse, per dare un avvenire alle nuove generazioni.
Qualcuno oggi ha detto che le loro mani sono sporche di sangue.
Ebbene il sangue che hanno avuto sulle mani è quello dei nazisti e dei loro servi.
E di questo dobbiamo essergliene eternamente grati.
16/10/2026
La Comunità Ebraica di Roma, per bocca del suo presidente Victor Fadlun, ha chiesto esplicitamente all'ANPI di non partecipare alle commemorazioni del 16 ottobre, l'anniversario del rastrellamento del Ghetto di Roma avvenuto nel 1943.
Si contesta all'ANPI l'atteggiamento tenuto durante gli ultimi cortei del 25 Aprile, in cui si erano verificate forti contestazioni e ostilità contro le bandiere di Israele e della Brigata Ebraica.
Siamo al ribaltamento della realtà!
Si tratta di una presa di posizione gravissima, assolutamente infondata.
La Comunità Ebraica di Roma non ha alcun diritto di escludere ANPI.
Vergogna!
«Il 16 ottobre 1943, quando 1.022 ebrei romani furono razziati e deportati nei campi di concentramento, è impresso per sempre nella drammatica storia di Roma occupata dai nazifascisti.
L’ANPI, come sempre, parteciperà alla cerimonia di commemorazione promossa e organizzata dal Comune di Roma e lo farà con lo spirito che ha sempre informato i valori dell’associazione fondata dalle donne e dagli uomini della Resistenza ovvero con la forza della memoria, della storia e dei valori dell’antifascismo incarnati dalla Costituzione democratica e repubblicana.
L’ANPI di Roma sarà presente in forme consone al significato della ricorrenza a differenza di quanto accaduto il 25 aprile del 2024 a Porta San Paolo quando, alla presenza del presidente della comunità ebraica di Roma Fadlun, circa duecento persone si presentarono in forma aggressiva e minacciosa nella piazza (contenuti a fatica dalle stesse forze dell’ordine) che celebrava la Liberazione d’Italia.
Lo farà ripudiando ogni forma di violenza; una violenza di cui l’ANPI è stata oggetto lo scorso 25 aprile quando due iscritti all’associazione vennero colpiti da proiettili sparati da un’arma ad aria compressa. Un episodio per il quale è in corso un iter processuale nei confronti di un aggressore che si è autodefinito appartenente alla “brigata ebraica”. Un episodio per cui l’ANPI di Roma aspetta ancora fiduciosa la solidarietà, alle persone colpite e alla nostra associazione, nonché la condanna tanto dell’atto quanto della violenza da parte di Fadlun e dei vertici della comunità ebraica romana.
Che la drammatica condizione del Medioriente (dove il popolo palestinese da oltre due anni subisce crimini di guerra da parte delle forze militari dello Stato d’Israele) sia utilizzata strumentalmente per attaccare chi come l’ANPI sostiene il diritto alla vita, alla libertà e all’autodeterminazione della Palestina, restituisce la misura del “pudore” e della “sensibilità” invocata da chi vorrebbe escludere i rappresentanti dell’associazione delle donne e degli uomini della Resistenza da uno dei luoghi simbolo della lotta alla dittatura del popolo italiano».
✍️ La Presidenza dell’ANPI provinciale di Roma
ANPI Provinciale di Roma
14/10/2026
IO OBIETTO LA GUERRA!
FIRMARE! FIRMARE! FIRMARE!
E grazie ad EMERGENCY per aver lanciato questa raccolta firme!
https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/7700001
Non con il mio corpo.
Non con il mio lavoro.
Non con il mio consenso.
Chiediamo che il diritto all’obiezione di coscienza alla guerra venga riconosciuto e garantito: per questo abbiamo lanciato una Legge di Iniziativa Popolare.
Per affermare il diritto di cittadine e cittadini di rifiutare di collaborare alla guerra con il proprio lavoro e le proprie competenze, per garantire prima della chiamata alle armi ai ragazzi il diritto di obiettare al servizio militare nel caso venisse ripristinato.
Servono almeno 50.000 firme per portare la proposta in Parlamento, firma anche tu! Trovi il link per farlo nei commenti.
10/10/2026
10/10/2026
🇨🇺 CUBA NON È SOLA! LA SOLIDARIETÀ È RESISTENZA! ✊
ANPI Bruxelles ha partecipato alla serata di sensibilizzazione e solidarietà “Cuba, ¿qué bolá?”, organizzata da ARCI Bruxelles, un’occasione importante per denunciare le drammatiche conseguenze del bloqueo statunitense sulla popolazione cubana e ribadire la necessità di una solidarietà concreta.
Durante la serata abbiamo parlato di «Rotta su Cuba: dove conta, esserci», la missione di solidarietà alla quale ha partecipato anche l’ANPI nazionale, e della campagna «Energia per la vita», che ha già raccolto oltre 400.000 euro per sostenere progetti di autonomia energetica destinati a ospedali, scuole, centri agricoli e servizi essenziali.
Perché dietro le sanzioni e le privazioni non ci sono concetti astratti, ma persone: bambini, famiglie, pazienti, lavoratori. Il bloqueo non colpisce un «regime». Colpisce il popolo cubano.
Per ANPI, la solidarietà con Cuba ha anche radici profonde nella storia della Resistenza italiana. Lo testimonia la straordinaria vicenda di Gino Donè Paro, partigiano italiano che partecipò alla spedizione del Granma insieme a Fidel Castro, Raúl Castro e Che Guevara. Un filo che unisce la Resistenza antifascista italiana alla Rivoluzione cubana.
Cuba, nonostante le enormi difficoltà, ha continuato a portare nel mondo medici, vaccini e solidarietà. Oggi tocca a noi non lasciarla sola.
Ringraziamo ARCI Bruxelles per questa importante iniziativa e tutte le persone che continuano a mobilitarsi al fianco del popolo cubano.
Perché «Dove conta, esserci» non deve essere soltanto il nome di una missione, ma un impegno costante.
🇨🇺 ✊ ¡Que viva Cuba! ¡Hasta siempre!
27/09/2026
Oggi le persone benpensanti, questa classe intelligente così sprovvista di intelligenza, cambiano discorso infastidite quando sentono parlar di antifascismo. Finita e dimenticata la resistenza, tornano di moda gli «scrittori della desistenza»: e tra poco reclameranno a buon diritto cattedre ed accademie.
PIERO CALAMANDREI
Moriva il 27 settembre 1956
Un uomo che ha definito la Costituzione "UN TESTAMENTO DI CENTOMILA MORTI".
"Questo è un testamento, un testamento di centomila morti. Se voi volete andare in pellegrinaggio, nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati, dovunque è morto un italiano, per riscattare la libertà e la dignità: andate lì, o giovani, col pensiero, perché li è nata la nostra Costituzione."
Il 27 settembre del 1956 morì nella sua Firenze, Piero Calamandrei. Luminosa in ogni battaglia la profonda umanità e onestà della sua azione.
Maestro insigne nel campo giuridico e non meno in quello politico in cui giustamente è stato detto che bruciarono appassionatamente dopo il ventennio, le sue migliori e fin allora represse energie.
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