MEV Beauty Center
Ciao! Mi chiamo Maria Elena e sono un'estetista da più di 10 anni. Per cerette, unghie, e tanto altro, scrivimi su WhatsApp!
Il mio studio si trova a Emmenbrücke, facilmente raggiungibile con i mezzi e comodo anche in auto.
01/07/2026
Per molto tempo ho creduto che la vita fosse una montagna.
Se volevo arrivare in cima, bastava impegnarmi più degli altri. Fare le scelte giuste. Stringere i denti. Lavorare s**o.
E, a dire il vero, spesso funzionava.
Più crescevo, più ero convinta di una cosa: la mia vita dipendeva da me.
Quella convinzione mi ha salvata.
Mi ha insegnato a mettere dei confini, a smettere di accontentarmi, a scegliere chi volevo essere invece di aspettare che fosse il mondo a decidere per me.
Poi, però, la vita ha iniziato a fare quello che sa fare meglio.
Sorprendere.
Mi ha fatto incontrare persone che non avevo cercato.
Mi ha chiuso porte che avrei voluto tenere aperte.
Mi ha costretta a ricominciare quando ero convinta di aver già trovato la mia strada.
E ogni volta pensavo: “Perché?”
Solo molto tempo dopo ho capito che stavo facendo la domanda sbagliata.
La domanda non era:
“Perché mi è successo?”
La domanda era:
“E adesso cosa posso farne?”
Perché gli eventi capitano a tutti.
La differenza, forse, non sta negli eventi.
Sta nella persona che siamo quando arrivano.
Una porta che si chiude può essere una tragedia.
Oppure può diventare il motivo per costruirne una tutta tua.
Un incontro casuale può essere solo un incontro.
Oppure può diventare l’inizio della tua famiglia.
La fortuna esiste.
Sarebbe ingenuo negarlo.
Ma oggi penso che la fortuna, da sola, cambi poche vite.
Serve qualcuno pronto a riconoscerla quando passa.
Qualcuno disposto a cambiare idea.
Qualcuno che abbia il coraggio di trasformare un imprevisto in una possibilità.
Forse la vita non premia chi controlla tutto.
Premia chi impara ad adattarsi senza perdere se stesso.
E se c’è una cosa che continuo a mettere in discussione è proprio questa.
Perché le mie convinzioni non sono verità.
Sono solo le migliori spiegazioni che ho trovato fino a oggi.
Domani potrei scoprirne una migliore.
E, sinceramente, spero che succeda.
17/03/2026
CHIACCHIERE A MENTE APERTA: NETWORK MARKETING
Oggi parliamo di un argomento che, sinceramente, ha un po’ rotto le p***e: il network marketing.
E no, non voglio fare polemica gratuita… ma voglio dire le cose come stanno.
Partiamo da una cosa importante:
il network marketing NON è una truffa in senso legale.
Ma questo non significa che sia un sistema sano o adatto a tutti.
Perché la realtà è che funziona così:
una piccola percentuale di persone guadagna davvero, mentre la maggior parte investe tempo, energie e spesso anche soldi… senza risultati concreti.
E questa cosa non viene detta abbastanza.
Ti dicono:
“Prova, tanto non perdi niente”
❌ FALSO.
Perdi tempo.
Perdi energie.
E a volte perdi anche soldi.
E soprattutto perdi focus da qualcosa che potrebbe essere davvero tuo.
Perché diciamocelo chiaramente:
se tu hai quella mentalità, quella voglia di vendere, quella costanza…
👉 potresti costruire qualcosa di tuo e guadagnare molto di più.
Non qualcosa dove:
- devi entrare in un sistema
- devi portare altre persone
- e il tuo guadagno dipende anche da quello che fanno gli altri
A me, personalmente, questo tipo di struttura non piace.
Perché smette di essere solo “vendita di un prodotto”
e diventa una continua ricerca di persone da inserire.
E lì cambia tutto.
Diventa quasi un meccanismo… chiamiamolo come vogliamo,
ma a tratti sembra più una dinamica settaria che un lavoro libero.
Attenzione:
se tu ami davvero il prodotto, ti piace venderlo e sei consapevole di come funziona il sistema…
👉 allora è una scelta tua e va rispettata.
Ma il problema è quando viene venduto come:
✨ “opportunità per tutti”
✨ “guadagni facili”
✨ “cambia la tua vita”
Perché NON è così per la maggior parte delle persone.
Quindi il mio consiglio è semplice:
👉 informatevi
👉 ragionate con la vostra testa
👉 non fatevi trascinare dall’entusiasmo degli altri
E soprattutto:
non credete a chi vi dice che “non avete niente da perdere”.
Perché qualcosa da perdere c’è sempre.
E il vostro tempo vale troppo per sprecarlo nel posto sbagliato. 💭
12/03/2026
🎤 Sanremo 2026 – Due parole tra noi
Allora… parliamone un attimo.
Quest’anno il Festival mi ha lasciato una sensazione un po’ strana e volevo sapere cosa ne pensate anche voi.
Parto da una premessa: il fatto che abbia vinto Sal Da Vinci non è una critica all’artista. È una persona con una carriera lunga, esperienza, talento e rispetto nel suo lavoro. Su questo non si discute.
Quello che mi fa riflettere è un’altra cosa.
Il Festival di Sanremo nasce come gara della canzone, non del cantante, non della carriera, non della popolarità. In teoria dovrebbe vincere semplicemente il brano migliore.
Negli anni però mi sembra che il Festival sia diventato un po’ un “contenitore di tutto”: show televisivo, momento mediatico, lancio commerciale, storytelling degli artisti… e la canzone a volte passa quasi in secondo piano.
E qui mi nasce il dubbio.
Non ho nulla contro l’evoluzione delle cose, anzi è giusto che cambino. Però mi piacerebbe che fosse più chiaro:
– se è una gara, allora giudichiamo davvero le canzoni;
– se è uno show, allora diciamolo apertamente e godiamoci lo spettacolo.
Perché quando le due cose si mescolano troppo, spesso succede che la canzone che vince non è quella che la gente ricorderà davvero tra qualche anno.
Comunque questa è solo la mia impressione.
Ora sono curiosa di sapere la vostra.
👉 Secondo voi ha vinto la canzone giusta?
👉 Qual era la canzone che meritava davvero di vincere quest’anno?
15/01/2026
Chiacchiere a Mente Aperta – riflessione di oggi
Oggi voglio riflettere su una cosa che, secondo me, capita molto più spesso di quanto si dica:
quelle situazioni in cui nessuno ti dice che c’è un problema, ma a un certo punto le persone iniziano a sparire.
Non ti scrivono più, non si fanno sentire, diventano vaghe.
E tu resti lì a chiederti:
Ho fatto qualcosa? Ho detto qualcosa che ha dato fastidio? È successo qualcosa che non so?
Perché magari tu pensi che sia tutto a posto… finché non capisci che forse a posto non lo è mai stato.
E allora io mi chiedo: ma perché è così difficile parlare chiaro?
Se io ti chiedo “tutto a posto?” e tu mi rispondi “sì, tutto ok”, ma in realtà non è vero… io come dovrei capirlo? Sono strana io o manca proprio la comunicazione?
Vi faccio un esempio personale.
Al mio compleanno c’è stato un po’ di caos. Su molte cose sono super organizzata, su altre no, e quell’organizzazione non è stata come avrei voluto.
Alcune persone sono state invitate tardi, altre – per mille motivi – non sono state invitate affatto, anche se mi avrebbe fatto piacere.
Le cose capitano. Succede.
Quello che però non capisco è questo: se qualcosa ti ha dato fastidio, se ci sei rimasta male, dimmelo.
Non sparire. Non fare finta di niente. Non lasciarmi nel dubbio.
Perché complicarsi la vita – e complicarla anche agli altri – quando basterebbe aprire la bocca e dire:
“Guarda, questa cosa non mi è piaciuta.”
Io credo davvero che molti problemi nascano così:
non da quello che succede, ma da quello che non viene detto.
E no, fare finta che vada tutto bene quando non è vero non è maturità, è solo evitare il confronto.
Parlare chiaramente non risolve tutto, certo.
Ma almeno mette le cose sul tavolo.
E da lì, o si sistema… o ognuno va per la sua strada, ma con dignità e onestà.
E voi che ne pensate?
Preferite il silenzio o una verità detta male ma detta?
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