Confapi Calabria Filiera Salute
Confederazione piccola e media impresa- filiera Salute Università e Ricerca
05/09/2026
A nome personale e di CONFAPI Salute esprimo al sindaco di Cosenza, , il più sentito cordoglio per la perdita della cara mamma.
In questo momento di profondo dolore, giungano a lui e alla sua famiglia la nostra sincera vicinanza e le più sentite condoglianze.
04/09/2026
🏥 LISTE D’ATTESA:MISURARE IL TEMPO E CONOSCERE LA CAPACITÀ INUTILIZZATA
I nuovi dati AGENAS rappresentano un passo importante: cresce il numero delle prestazioni monitorate e oltre 1,6 milioni di prestazioni in più sono state garantite entro i tempi previsti.
Ma per governare davvero le liste d’attesa dobbiamo porci una domanda decisiva: quanta capacità assistenziale, pubblica e privata accreditata, resta inutilizzata mentre i cittadini attendono?
Strutture, professionisti e apparecchiature possono essere già disponibili, ma non pienamente utilizzati per budget esauriti, contratti insufficienti o agende non integrate.
Per ogni prestazione critica dobbiamo conoscere tre dati:
🔹 la domanda da soddisfare;
🔹 la capacità complessivamente disponibile;
🔹 la capacità inutilizzata e le ragioni del suo mancato impiego.
Il privato accreditato non costituisce un sistema alternativo: eroga prestazioni del Servizio sanitario, sottoposte a programmazione, requisiti, tariffe e controlli pubblici.
La vera sfida, quindi, non è stabilire se debba lavorare di più il pubblico o il privato. È evitare che risorse già disponibili restino ferme mentre il cittadino aspetta o è costretto a pagare direttamente.
Accanto alla mappa dei tempi di attesa serve una mappa nazionale della capacità assistenziale disponibile. Solo così il CUP potrà diventare non soltanto uno strumento di prenotazione, ma un autentico strumento di governo del sistema.
Come CONFAPI Salute, Università e Ricerca riteniamo che questa debba essere una delle priorità del nuovo Piano nazionale 2026-2028.
Perché le liste d’attesa si riducono mettendo in relazione, nel momento giusto, il bisogno del cittadino con la capacità del sistema di rispondere.
28/08/2026
20/08/2026
Il dato diffuso dall’indagine Istituto Piepoli-FNOMCeO richiede una lettura attenta.
Di fronte a tempi d’attesa troppo lunghi, il 54% dei cittadini dichiara di pagare una prestazione privata. È un dato che non va confuso con il ricorso al privato accreditato nell’ambito del Servizio sanitario nazionale.
Quando una struttura privata accreditata eroga una prestazione per conto del SSN, quella prestazione resta dentro la programmazione pubblica, secondo regole, tariffe e controlli definiti dal sistema sanitario.
Diverso è il caso in cui il cittadino, non riuscendo ad ottenere una visita o un esame nei tempi necessari, sostenga direttamente il costo della prestazione.
È questo il fenomeno sul quale dobbiamo intervenire.
L’obiettivo deve essere duplice: ridurre i tempi di attesa e ridurre la quota di spesa sanitaria che grava direttamente sulle famiglie, utilizzando in modo più efficiente tutta la capacità assistenziale disponibile e programmata, pubblica e privata accreditata.
Serve una programmazione capace di rendere trasparenti fabbisogni, capacità disponibile e risultati.
Regione per Regione dovremmo poter conoscere quante prestazioni vengono prodotte direttamente dalle strutture pubbliche, quante vengono acquistate dagli erogatori accreditati, quale capacità ulteriore può essere attivata e quale effetto concreto queste scelte producono sui tempi di attesa.
Il punto non è aumentare la quota privata della sanità italiana.
È, al contrario, evitare che la difficoltà di accesso al SSN trasferisca sempre più frequentemente il costo delle cure direttamente sui cittadini.
Superare la contrapposizione tra pubblico e privato significa questo: programmazione pubblica, regole comuni, controllo degli esiti e utilizzo efficiente di tutte le risorse che concorrono al Servizio sanitario.
Alla fine, il risultato da misurare è uno: quante cure appropriate riusciamo a garantire, in quali tempi e con quale impatto economico sulle famiglie.
Approfondimento sull’indagine Piepoli-FNOMCeO:
ANSA – Sanità, tempi di attesa troppo lunghi per 7 italiani su 10
18/08/2026
Come CONFAPI Filiera Salute Calabria sosteniamo un progetto capace di mettere insieme impresa, sanità, ricerca, università e innovazione.
Un’opportunità importante sulla quale vale la pena costruire una visione comune.
Grazie a Il Quotidiano del Sud per l’attenzione.
12/08/2026
In questi giorni d’estate, in cui il ritmo del lavoro rallenta e ci restituisce un po’ di tempo, desidero rivolgere un pensiero a tutte le donne e gli uomini della Filiera Salute, Università e Ricerca di CONFAPI.
A chi ogni giorno fa impresa, crea lavoro, garantisce servizi e si assume responsabilità. A chi opera nella sanità, nel sociosanitario, nella ricerca e nella formazione, settori nei quali anche nei giorni di festa il lavoro e la cura non si fermano.
Il mio augurio è che questi giorni possano essere un’occasione per ritrovare tempo, energie e quella lucidità necessaria per guardare avanti.
Ci attende una stagione impegnativa. La affronteremo con serietà, competenza e con la determinazione di rappresentare sempre meglio le nostre imprese e il contributo che esse offrono al Paese.
Buona estate e buon Ferragosto a tutti voi e alle vostre famiglie.
Candida Tucci
Presidente nazionale
CONFAPI – Filiera Salute, Università e Ricerca
12/08/2026
È stato un anno intenso che ha visto Confapi sempre più protagonista: “La Confederazione è sempre più centrale, capace di dare voce alle imprese e di trasformare le loro esigenze in azioni concrete”. (Cristian Camisa)
05/08/2026
Confapi Calabria Confapi Calabria Filiera Salute
𝐏𝐫𝐨𝐠𝐫𝐚𝐦𝐦𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞, 𝐜𝐞𝐫𝐭𝐞𝐳𝐳𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐫𝐞𝐠𝐨𝐥𝐞 𝐞 𝐥𝐞𝐚𝐥𝐞 𝐜𝐨𝐥𝐥𝐚𝐛𝐨𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞: 𝐢𝐥 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐮𝐩𝐩𝐨𝐬𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐮𝐧 𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐦𝐚 𝐬𝐚𝐧𝐢𝐭𝐚𝐫𝐢𝐨 𝐞 𝐬𝐨𝐜𝐢𝐨𝐬𝐚𝐧𝐢𝐭𝐚𝐫𝐢𝐨 𝐬𝐨𝐬𝐭𝐞𝐧𝐢𝐛𝐢𝐥𝐞.
La recente pronuncia del Consiglio di Stato sulle 𝐜𝐥𝐚𝐮𝐬𝐨𝐥𝐞 𝐝𝐢 𝐬𝐚𝐥𝐯𝐚𝐠𝐮𝐚𝐫𝐝𝐢𝐚 negli accordi con le strutture accreditate offre uno spunto di riflessione che va ben oltre il caso specifico.
Il punto centrale è chiaro: il rapporto tra Pubblica Amministrazione e soggetti accreditati deve fondarsi su regole certe, trasparenza e leale collaborazione.
non significa soltanto distribuire risorse o definire budget. Significa creare le condizioni affinché gli erogatori possano organizzare servizi, assumere personale, investire in innovazione e garantire continuità assistenziale.
Per questo è indispensabile che, prima della sottoscrizione degli accordi, siano pienamente conosciuti:
• i criteri di determinazione dei budget;
• le modalità di riparto delle risorse;
• gli obiettivi assistenziali;
• gli indicatori di attività;
• i criteri di verifica e le eventuali conseguenze economiche.
Solo così gli diventano di programmazione condivisa e non rapporti caratterizzati da asimmetrie informative.
Questi principi non riguardano esclusivamente la sanità.
Devono trovare piena applicazione anche nei servizi sociali e sociosanitari e nei rapporti tra Ambiti Territoriali Sociali ed enti gestori. Anche in questo settore la certezza delle regole è essenziale per garantire la tutela delle persone più fragili, la sostenibilità delle organizzazioni e la qualità delle prestazioni.
Come Presidente nazionale della Filiera Salute, Università e Ricerca di CONFAPI, ritengo che sia il momento di promuovere un modello di governance fondato su una programmazione realmente condivisa, trasparente e prevedibile.
La qualità della programmazione non è un interesse esclusivo delle amministrazioni pubbliche: è una garanzia per i cittadini, per gli operatori economici e per i lavoratori. È da qui che passa la costruzione di un sistema sanitario e sociosanitario moderno, affidabile e capace di affrontare le sfide future.
28/07/2026
CONFAPI SALUTE. SANITÀ PRIVATA E RSA: RINNOVI NECESSARI, MA SERVONO TARIFFE ADEGUATE E RESPONSABILITÀ CONDIVISE
"La mobilitazione promossa dalle organizzazioni sindacali richiama una questione che deve essere affrontata con posizioni condivise. Il rinnovo dei contratti dei contratti della sanità privata e delle RSA costituisce un obiettivo necessario, ma non può essere considerato un tema esclusivamente bilaterale tra organizzazioni datoriali e sindacali”. Lo dichiara Candida Tucci, Presidente nazionale della Filiera Salute, Università e Ricerca di Confapi.
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