PADMA

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Viaggio sensoriale nella natura

· NATURA
· VIAGGIO
· EQUILIBRIO

28/07/2026

Non c’è nessuno,
non c’è nessuno che vende
i fiori
per questa strada maledetta?
E questo mare nero
e questo cielo livido
e questo vento avverso –
oh, le camelie di ieri
le camelie bianche rosse ridenti
nel chiostro d’oro –
oh, l’illusione primaverile!
Chi mi vende oggi un fiore?
Io ne ho tanti nel cuore:
ma serrati
in grevi mazzi –
ma calpesti –
ma uccisi.
Tanti ne ho che l’anima
soffoca e quasi muore
sotto l’enorme cumulo
inofferto.
Ma in fondo al nero mare
è la chiave del cuore –
in fondo al nero cuore
peserà
fino a sera
la mia inutile messe
prigioniera –
O chi mi vende
un fiore – un altro fiore
nato fuori di me
in un vero giardino
che io possa donarlo a chi mi attende?
Non c’è nessuno,
non c’è nessuno che vende
i fiori
per questo tristo cammino?
(Antonia Pozzi, I fiori, 1933)

Photos from PADMA's post 19/07/2026

L’estate non è solo una stagione.

È una tavolozza di rossi, aranci e sere che sembrano infinite.

E il cibo riflette la palette di Madre Natura, donandoci frutti e ortaggi ricchi di acqua, vitamine, antiossidanti e sali minerali: tutto ciò di cui il nostro corpo ha più bisogno quando il caldo si fa sentire.

Forse è anche questo il bello della stagionalità: la natura sa già di cosa abbiamo bisogno.

Da nutrizionista, ogni estate mi ricorda una cosa semplice: non dobbiamo “combattere” il caldo, ma assecondarlo.

Scegli alimenti freschi, ricchi d’acqua e naturalmente colorati. Ti aiutano a reintegrare ciò che perdi con la sudorazione, a sostenere l’idratazione e a fare il pieno di sostanze protettive, senza che il corpo debba fare uno sforzo in più.

A volte, prendersi cura di sé significa semplicemente guardare cosa offre la stagione e portarlo nel piatto.

testo di Elena Rossi • Omeopata • Nutrizionista • Approccio Integrato

11/07/2026

You know, but... sometimes you ask yourself “where’s the peace?”
Everybody is always talking about peace, but, as long you find peace in what you doing then you successful, and that’s what people don’t realize.
See, you got do stuff till you gotta go sleep at night. Cause the glory is in you.

Solange

03/07/2026

Quell’immobilità che ricerchiamo nello yoga, e che pratico da molti anni, l’ho ritrovata tra le pagine di un libro intitolato Memorie di un faggio di Peter Wohlleben. Scritto in prima persona, direttamente dal punto di vista dell’albero, questo racconto ha suscitato in me una profonda empatia nei confronti delle piante, aiutandomi a comprendere le loro necessità vitali, come il bisogno d’acqua, e a scoprire quanto siano creature straordinarie e piene di sorprese. Anche gli alberi commettono errori, imparano dall’esperienza, si prendono cura della propria comunità e sanno godersi la vita, nonostante l’essere umano cerchi costantemente di abusare della natura circostante. È un libro capace di cambiare per sempre il nostro modo di guardare il mondo naturale.
In fondo, la vita di un albero racchiude la quintessenza dello yoga: un’esistenza trascorsa in apparente immobilità, radicata a terra e silenziosa, che nasconde in realtà una linfa vitale intensissima e una profonda connessione con tutto ciò che lo circonda. Come sul tappetino cerchiamo stabilità per trovare la pace interiore, così il faggio ci insegna che fermarsi non significa essere inerti, ma imparare a esistere pienamente nel qui e ora.

testo di Paola Lambardi

foto di Nathan Queloz

Photos from PADMA's post 19/06/2026

Con l’arrivo dell’estate il corpo entra naturalmente in una fase di maggiore apertura. Le giornate si allungano, il calore aumenta, la pelle diventa uno dei principali strumenti attraverso cui disperdiamo il calore e l’organismo lavora costantemente per mantenere equilibrio. Le antiche tradizioni orientali osservavano questo periodo come una stagione di espansione, per favorire ciò che scorre e alleggerire ciò che ristagna.
Una buona abitudine consiste nel iniziare la giornata con una bevanda tiepida aromatizzata con scorza di limone, melissa o qualche foglia di menta. Anche durante i mesi più caldi, le bevande ghiacciate non rappresentano la scelta migliore: il sollievo iniziale è spesso seguito da una maggiore richiesta di energia da parte dell’organismo per riequilibrare la temperatura interna, inoltre l’intero intestino si contrae.
Durante la settimana privilegia alimenti ricchi di acqua come cetrioli, zucchine, lattughe, pesche, albicocche, melone, anguria ed erbe aromatiche fresche. Prediligi preparazioni semplici e cotture brevi, che permettono di sostenere la digestione senza appesantire il corpo. Anche la pelle tende a beneficiare di un’alimentazione più ricca di vegetali freschi e stagionali.
Due o tre volte alla settimana concediti un pediluvio tiepido con sale integrale. È un rituale semplice che accompagna il rilascio delle tensioni accumulate e offre una piacevole sensazione di leggerezza dopo giornate particolarmente calde.
Per la cura della pelle, gli idrolati conservati in frigorifero possono diventare preziosi alleati. Vaporizzare sul viso acqua di rosa, lavanda o fiordaliso durante la giornata aiuta a donare freschezza immediata e a sostenere il comfort cutaneo nelle ore più afose.
Anche il cuoio capelluto merita attenzione. Una o due volte alla settimana dedica qualche minuto a un massaggio lento con i polpastrelli, dalla nuca verso la sommità della testa. Puoi completare il gesto con un idrolato di rosmarino o menta, miscelato in olio di cocco. Oltre a regalare una sensazione di freschezza, questo piccolo rituale aiuta spesso a sciogliere quella sensazione di calore e sovraffollamento mentale.
Continua nei commenti!

13/06/2026

A volte sentiamo pesi
che non iniziano da noi.

Emozioni, paure, silenzi
che attraversano il tempo.

Nel mio lavoro incontro spesso storie
che sembrano ripetersi.
Come se qualcosa, nel sistema familiare,
cercasse finalmente di essere visto.

E forse guarire
non significa cancellare ciò che è stato,
ma guardarlo con amore
perché possa smettere di ripetersi.

testo di Giorgia Costagli

09/06/2026

Spesso mi sono domandata cosa fosse effettivamente lo yoga per me, e può risultare ironico considerando che sono un’insegnante di yoga.
Anni di pratica ed ascolto, contaminati sempre di più dall’aspetto della performance. Come se fosse una gara, con una medaglia da vincere alla fine.
Asana perfette, fisici scolpiti e completini all’ultima moda, con il solo obiettivo di mostrare al mondo il “lato migliore”.
E qui, ad un certo punto, frustrata dall’inseguimento di questa inafferrabile perfezione, mi sono domandata “ma lo yoga dov’è in tutto questo?”.
Da questo preciso istante l’idea di parlarne, da insegnante ma, soprattutto, da allieva. Come si riscopre l’essenza della pratica? Ma soprattutto qual è? Domande a cui non ho trovato una sola risposta, ma tanti spunti di riflessione che tengo a condividere con chi, come me, possa essersi sentito sopraffatto e travolto da un modo che, scusatemi se mi permetto, di yogico ha ben poco.
C’è una citazione che trova sempre spazio nelle mie pratiche personali, anche quando la voce che urla più forte è quella della performance, “conosci te stesso”.
Si tratta di una massima di Socrate, ed è in questa che ho trovato il filo rosso, il salvagente a cui aggrapparmi quando il giudizio e la competizione entrano prepotenti sul tappetino. Anziché spingermi oltre, mi fermo, anziché accelerare le sequenze, le rallento, ed in questo spazio, grazie a quella precisa frase, provo a ritornare a me stessa, facendo la cosa più yogica che si possa fare in un mondo di caos e superficialità: osservo. Mi osservo dall’interno, come un’amante dell’arte che passeggia per una galleria studiando le opere esposte, osservo il mio corpo, il mio respiro e la mia mente. Ascolto tutto quello che c’è, ed è allora che la pratica ritorna ad essere quello che è sempre stato per me, uno spazio di libertà in cui poter essere me stessa, non perfetta, non “instagrammabile”, ma autentica.
Conosci te stessa e portala sul tappetino così com’è; questo è l’augurio che voglio farti, un po’ come se lo facessi anche a me stessa.

testo di

Photos from PADMA's post 26/05/2026

Che poi ci scervelliamo nel pensare a come etichettare le cose, quando basterebbe solamente fermarsi per guardarle per quello che sono.

Per me - forse una delle primissime volte che scrivo qui in prima persona - Padma è questo.

Mille cose, mille persone, differenti profumi, libri, piante.
Incontrarsi, ritrovarsi, abbracciarsi, dirsi ingenuamente quello che si prova. Dirselo seriamente. Sguardi complici, nuove conoscenze, punti fermi. E ancora, souvenir, foto, nuovi sapori. Chiacchierare, condividere, ascoltare. Scegliersi.
Un luogo che mi ha sempre fatto stare bene, nel quale mi piace immaginare di poter passeggiare raccogliendo ogni incontro come un ricordo.

Un’amica di vecchissima data che ho ritrovato poco tempo fa con grandissima goia, ieri mi ha scritto, in risposta al mio “ero emozionatissima”:
“vuol dire che ci tenevi molto e che stai facendo ciò che ami”.

È allora non serve nessuna etichetta, semplicemente restare in questa sensazione.

Grazie mille:








herbals

23/05/2026

Ci vediamo domani, perchè sì, è bellissimo scriversi, cercarsi, cercare foto, immagini, video.

Ma quanto è bello potersi guardare negli occhi quando si riceve un invito?

Ci vediamo domani allora in al .

con la sua meditazione sensoriale, in un viaggio che vi porterà nella cultura Indiana.

ci racconterà del suo nuovo libro, nel quale ha raccolto le sue “cose più piccole”, i piccoli gesti ayurvedici che nella quotidianità creano ben-essere.

ci insegnerá come la natura si può trasformare ancora e ancora, per dare origine ad altro.

Grazie mille per la vostra meravigliosa visione🙏🏻❤️

Grazie a e per l’invito speciale.

A per una nuova storia visiva che racconta Padma.

Ci vediamo domani! 🪷

Ps per celebrare questo incontro nuovi safety matches ✨perché il fuoco è forza, vitalità, sale verso il divino, è Unità.

23/05/2026

De rerum natura,
photo by

Un paesaggio dipinto fatto da un paradigma passato.

Nella natura caotica, selvaggia ma perfetta, in equilibrio, scruto questo luogo lontano, e inizia il mio viaggio.

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