ANNA

ANNA

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Mamma di 2 👯
Vita vera, senza filtri
Tra lavoro precario e voglia di riscatto
Condivido il mio percorso
Per chi vuole ripartire

23/07/2026

Non puoi programmare una vacanza.
Non puoi chiedere un mutuo.
Non puoi nemmeno rilassarti davvero.

Chi non ha mai vissuto con un contratto a tempo determinato probabilmente penserà che sto esagerando.

Ma chi ci vive sa che non è il lavoro a pesare.
È l'incertezza.
È quella sensazione che ti accompagna ogni giorno.
Perché quando non sai se tra due o tre mesi avrai ancora uno stipendio, ogni decisione diventa un rischio.

Rimandi i progetti.
Rimandi i sogni.
Rimandi perfino la serenità.

E la cosa più difficile è che continui a lavorare, a dare il massimo, a fare sacrifici... senza sapere se tutto questo ti permetterà davvero di costruire qualcosa.

Io questa vita la conosco bene.
Ed è proprio per questo che ho deciso di iniziare a costruire un'alternativa, senza lasciare il mio lavoro, ma con un obiettivo preciso: non far dipendere il mio futuro solo dalla scadenza di un contratto.
Perché lavorare con impegno è importante.
Ma poter costruire il proprio domani lo è ancora di più.

💬 Qual è il progetto che hai rimandato a causa dell'incertezza?
Leggo ogni risposta.

22/07/2026

Come fai a progettare il futuro se ogni 2-3 mesi ricominci da zero?

Ogni volta che il contratto si avvicina alla scadenza, non è solo un foglio di carta che finisce.
Si fermano anche i progetti.

Quelli che rimandi perché non sai se il mese dopo lavorerai ancora.
Mettere da parte dei soldi.
Pensare alla patente per i figli.
Cambiare macchina.
Chiedere un finanziamento Programmare una vacanza senza avere l'ansia di un imprevisto.

Per chi vive questa realtà, il problema non è solo il contratto.
È vivere con la sensazione che la propria vita sia sempre in pausa.

Io questa sensazione la conosco bene.
Ed è anche per questo che, mentre continuo a fare i miei turni in fabbrica, ho deciso di costruire qualcosa che dipenda anche dal mio impegno e non solo da una firma su un contratto.
Perché non voglio più limitarmi a sopravvivere da una scadenza all'altra.
Voglio costruire un futuro.

💬 Se anche tu hai la sensazione di non riuscire a fare progetti perché tutto sembra sempre troppo incerto, scrivi "MI RIVEDO" nei commenti. Voglio sapere quante persone stanno vivendo questa stessa realtà.

21/07/2026

Mi hanno fatto sentire come se essere mamma fosse un problema da giustificare.
Come se prima di parlare delle mie capacità dovessi spiegare la mia vita.
Come se avere delle figlie significasse dover dimostrare di più. Come se la maternità fosse un limite invece che una parte della persona che sono diventata.
Ma nessuno vede tutto quello che una mamma sviluppa nel tempo.
La capacità di organizzarsi. La pazienza. La responsabilità. La forza di andare avanti anche nei momenti più difficili.
Io questa sensazione l'ho provata sulla mia pelle.
Quando sono diventata mamma, invece di sentirmi sostenuta, ho trovato porte chiuse e giudizi.
Ho continuato a lavorare. Ho fatto sacrifici. Ho accettato ogni opportunità che arrivava perché volevo dare stabilità alle mie figlie.
Ma dentro di me cresceva una domanda:
"Possibile che il mio futuro debba dipendere sempre dalle decisioni di qualcun altro?"
Ed è anche da questa domanda che ho iniziato a costruire qualcosa di diverso.
Ho scelto di affiancare al mio lavoro un progetto online, non per cercare scorciatoie, ma per creare una possibilità in più per me e per la mia famiglia.
Oggi racconto la mia storia perché so che tante donne si sono sentite nello stesso modo: capaci, determinate, ma messe in dubbio per il semplice fatto di essere madri.
Essere mamma non è qualcosa da giustificare.
È una parte della nostra forza.
💬 Ti è mai capitato di sentirti giudicata perché eri mamma? Vorrei leggere la tua esperienza.

18/07/2026

Non voglio vivere con rimpianti..
Non voglio vivere con dei "se"...
O con dei "ma"...

Voglio semplicemente VIVERE

17/07/2026

La parte più pesante non arriva durante il turno.
Arriva quando torni a casa.
Quando finalmente ti fermi.
Apri il conto.
Fai i conti in silenzio.
E inizi a scegliere cosa rimandare anche questo mese.
Una spesa. Un progetto. Una piccola cosa per te. Un desiderio per i tuoi figli.
E tutto diventa una scelta obbligata.
Non perché vuoi rimandare…
ma perché non puoi fare diversamente.
Questa è la parte che non si vede mai.
Quella che nessuno racconta davvero.
Quante di voi stanno facendo gli stessi conti proprio stasera?

16/07/2026

Io questa domanda me la sono fatta quando ho capito che volevo costruire una possibilità in più per me e per la mia famiglia.

Per anni ho cercato stabilità, ho lavorato tanto e ho affrontato tante ripartenze… ma continuavo a sentire che mancava qualcosa.

Non volevo lasciare tutto. Volevo semplicemente creare un'alternativa.
Ed è quello che sto facendo attraverso il mio progetto online.

Nelle storie di oggi ti faccio vedere cosa faccio, perché ho scelto questa strada e soprattutto perché questo mese di luglio può essere un momento interessante per chi vuole iniziare: c'è un'iniziativa dedicata a chi partecipa al progetto.
Vai a vedere le storie

15/07/2026

tu cosa vuoi fare da grande?
Non è facile ,oggi, pensate cosa fare da grande. Anche perché la vita ,cambia sempre le carte in tavola.
Soprattutto quando sei donna e arriva la fatidica domanda: ha intenzione di sposarsi e avere figli?
Io ne ho passate tante
Ecco perché ho scelto di affiancare al lavoro tradizionale un progetto online.
Perché ho capito che se non cambio io le carte in tavola,il gioco sarà sempre lo stesso.

14/07/2026

Nel mondo del lavoro, a volte, essere una mamma può diventare un limite ancora prima che qualcuno conosca davvero chi sei.
Fa male dirlo, ma questa è una realtà che ho vissuto sulla mia pelle.
Durante un colloquio mi sono sentita dire una frase che non ho mai dimenticato:
"Lo sa signora... avere dei figli, per un'azienda, è un handicap."
In quel momento ho sentito qualcosa dentro di me.
Non stavano guardando la mia esperienza. Non stavano guardando i sacrifici che avevo fatto. Non stavano guardando la mia voglia di lavorare e di costruire un futuro migliore.
Stavano guardando solo il fatto che ero una mamma.
E quella cosa mi ha fatto riflettere.
Perché una mamma non è un limite. Una mamma è una persona che ogni giorno impara a gestire responsabilità, problemi, imprevisti, organizzazione e sacrifici.
Sono capacità che ho costruito nella vita, non ostacoli.
Per anni ho accettato di dover dimostrare il doppio. Ho lavorato, mi sono adattata, ho fatto sacrifici e ho cercato sempre di andare avanti.
Ma a un certo punto ho capito una cosa:
non potevo continuare ad aspettare che qualcun altro decidesse il mio valore o il mio futuro.
È anche per questo che ho iniziato a costruire qualcosa di mio.
Non perché fosse la strada più facile. Ma perché volevo creare una possibilità in più per me e per la mia famiglia.
Racconto questa storia perché so che tante donne si sono sentite così: messe da parte, giudicate, costrette a scegliere tra lavoro e famiglia.
E se anche tu ti sei sentita così almeno una volta, voglio dirti una cosa:
non permettere mai che qualcuno ti faccia credere che il tuo essere mamma sia un limite.
Ti è mai capitato di sentirti giudicata nel mondo del lavoro per essere una donna o una mamma?

12/07/2026

Ci sono paure che nessuno vede.
La paura di arrivare a fine mese. La paura che il contratto non venga rinnovato. La paura di dover rinunciare ancora una volta a un progetto, a un sogno o semplicemente a un po' di serenità.
Per anni ho convissuto con tutto questo.
Lavoravo, facevo il mio dovere, davo sempre il massimo… ma dentro di me c'era una domanda che non mi lasciava mai in pace:
"E se domani finisse tutto?"
Ho capito che non potevo continuare ad aspettare che fosse qualcun altro a decidere il mio futuro.
Per questo ho scelto di iniziare a costruire qualcosa che dipendesse anche da me.
Non è stata una decisione presa per impulsività. È stata una scelta fatta per responsabilità, verso me stessa e verso le mie figlie.
Se oggi condivido la mia storia è perché avrei voluto che qualcuno mi facesse capire prima che esiste un'alternativa al vivere sempre nell'incertezza.
Se ti sei riconosciuta in queste parole, raccontami: qual è la paura più grande che il lavoro ti ha fatto vivere?

11/07/2026

Avevo già le mie figlie. Cercavo solo un'opportunità per lavorare con dignità. Invece mi sono sentita giudicata non per quello che sapevo fare, ma per il fatto di essere una mamma.
E sapete qual è la cosa più triste?
Che ancora oggi, a quasi 40 anni, continuo a vivere con contratti a tempo determinato.
Da quasi quattro mesi lavoro in fabbrica, faccio i turni, torno a casa stanca e ogni volta mi chiedo: quando arriverà un po' di stabilità?
Negli anni ho fatto di tutto: parrucchiera, babysitter, pulizie, cameriera, fabbrica... Non mi è mai pesato lavorare. Mi è sempre pesato sentirmi dire che non ero "la persona giusta" perché ero una mamma. O vedere tante donne escluse solo perché sposate, perché potrebbero avere un figlio, perché un'azienda teme una maternità.
È una realtà che esiste ancora.
La differenza è che oggi non abbasso più la testa come facevo allora.
Oggi, oltre al mio lavoro, sto costruendo un progetto online che mi sta restituendo qualcosa che avevo perso: la possibilità di scegliere, di crescere e di costruire un futuro che non dipenda dal rinnovo di un contratto.
Non ho lasciato il mio lavoro.
Ho semplicemente deciso di non affidare tutta la mia serenità a un contratto che potrebbe finire da un momento all'altro.
Ed è questo il messaggio che voglio dare a tutte le donne: non smettete mai di cercare una strada che vi faccia sentire libere. Non perché sia facile, ma perché voi valete molto più delle etichette che qualcuno vi mette addosso.
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