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Perché la cura non è solo medicina, è anche amore, forza e rivoluzione.
È ascolto, è empatia, è accoglienza. È tendere una mano sempre.

Photos from DottoressaPic's post 18/08/2026

Ci sono notizie che parlano di innovazione.
E poi ci sono notizie che parlano di diritto alla cura. 💙

Oggi su Vanity Fair parliamo di tumore dell’ovaio, di medicina di precisione e di test HRD, uno strumento fondamentale per conoscere meglio le caratteristiche biologiche della malattia e scegliere, per ogni donna, la terapia più appropriata.
La grande notizia è che il test HRD può essere eseguito direttamente alla Città della Salute e della Scienza di Torino (Dipartimento di Medicina di Laboratorio, direttrice professoressa Paola Cassoni - vicerettrice per l’Area Medica dell’Università di Torino), primo ospedale pubblico del Piemonte a offrirlo in house.
Per me questo significa molto più di avere a disposizione una nuova tecnologia.
Significa ridurre i tempi.
Significa integrare ancora di più laboratorio, clinica e cura.
Significa poter scegliere più rapidamente il trattamento giusto per la paziente giusta.
Ma soprattutto significa rendere l’innovazione accessibile.
Come ginecologa oncologa credo profondamente nella medicina di precisione: non esiste “un” tumore dell’ovaio uguale per tutte e non possiamo più pensare alla stessa terapia per tutte.
Come Presidente di ACTO Piemonte e Consigliera FAVO, credo altrettanto profondamente che una conquista scientifica sia davvero una conquista solo quando può diventare patrimonio di tutte.
Perché il luogo in cui vivi o le tue possibilità economiche non dovrebbero mai determinare le tue possibilità di cura.
Questa è la sanità pubblica in cui credo:
innovativa, accessibile, multidisciplinare e capace di non lasciare indietro nessuna donna.

Grazie a VANITY FAIR e a Francesca Martinengo per aver dato spazio a un tema così importante.
💙 La medicina di precisione non significa soltanto curare meglio.
Significa poter offrire a ogni donna la cura più giusta per lei.

Articolo completo: https://www.vanityfair.it/article/tumore-ovaio-come-funziona-il-test-hrd-che-aiuta-a-scegliere-la-terapia-piu-adatta-per-ogni-donna

12/08/2026

Anche i medici si ammalano… anche se, qualche volta, facciamo un po’ fatica ad ammetterlo. 🤒💜
Siamo abituati a stare dall’altra parte: a visitare, ascoltare, rassicurare, prescrivere terapie e dire agli altri di fermarsi quando il corpo lo chiede.
Poi arriva il giorno in cui è proprio il nostro corpo a dirci: “Adesso ti fermi tu.”
E così, per qualche giorno, la dottoressa diventa paziente. 😅
Mi dispiace davvero per gli appuntamenti che ho dovuto e dovrò rimandare, soprattutto perché so che dietro ogni visita c’è una persona che si è organizzata, che magari ha aspettato quell’appuntamento e che conta su di me.
Cerco sempre di esserci, di incastrare tutto e di non lasciare indietro nessuno… ma questa volta devo concedermi il tempo necessario per guarire e tornare con l’energia e l’attenzione che ciascuna delle mie pazienti merita.
Mi rimetto presto, promesso! 💪🏻💜
Grazie davvero per tutti i messaggi, per la comprensione, per la pazienza e anche per l’affetto che mi state facendo arrivare.
Per qualche giorno mi tocca seguire la stessa prescrizione che faccio spesso agli altri:
riposo, cura e un po’ di pazienza. ❤️‍🩹

A prestissimo.
Dott.ssa Pic 💜

22/07/2026

✨ Una squadra che cresce, per prenderci cura di voi. 💚

Da qualche tempo io e Jessica abbiamo una persona speciale in più al nostro fianco: Federica🌸
Il nostro obiettivo resta lo stesso: farvi sentire ascoltate, seguite e a vostro agio, dalla più piccola alla più grande.
Dalla prevenzione ai percorsi oncologici, dalla prima visita all’età della menopausa, desideriamo che ogni donna trovi uno spazio in cui sentirsi accolta, ascoltata e davvero a casa. Perché crediamo che la cura inizi dal primo “Benvenuta”.

☀️ E visto che è estate, ecco quattro piccoli gesti che fanno bene alla salute:
💧 bevete molta acqua;
🧴 proteggete la pelle con una buona crema solare;
🫧 scegliete detergenti intimi delicati, evitando lavaggi troppo frequenti;
👙 dopo mare o piscina cambiate il costume bagnato appena possibile per ridurre il rischio di irritazioni e infezioni.

Prendetevi cura di voi.
Noi siamo qui per prenderci cura della vostra salute. 💕 💕

22/06/2026

La foto racconta un sorriso. Ma dietro quel sorriso ci sono notti in ospedale, festivi trascorsi al lavoro, compleanni persi, cene rimandate, sonni interrotti e una vita che spesso deve adattarsi ai turni.
I turni riempiono le nostre giornate e, a volte, anche le nostre notti. Danno l’illusione di avere più tempo libero, ma chi li vive sa che non è così. Le guardie notturne lasciano addosso una stanchezza che il sonno diurno non riesce mai davvero a recuperare, e le festività lavorate tolgono qualcosa di prezioso: la condivisione con la propria famiglia. Non è sempre facile incastrare tutto. Eppure ci proviamo. Ogni giorno. Con fatica, con determinazione, con amore.
Spesso dall’esterno si vedono le fotografie, i sorrisi, i viaggi, i momenti belli. Si vede il risultato. Molto meno il prezzo che a volte si paga per costruirli.

Eppure c’è qualcosa che continua a rendere speciale questo lavoro.
Perché la medicina, prima ancora che una professione, resta un atto di aiuto verso l’altro.
Sì, riceviamo uno stipendio. Ma siete davvero sicuri che si possa quantificare la passione con cui si entra in sala operatoria? L’emozione con cui si accompagna una nascita? La responsabilità con cui si affronta una diagnosi difficile? L’attenzione con cui si cerca di alleviare una paura?
Non siamo immuni dalla stanchezza. Non siamo immuni dalle denunce, dalle critiche, dall’educazione che a volte manca. Siamo persone, prima ancora che medici.
Ma nonostante tutto, c’è una cosa che continua a dare senso a ogni notte passata in ospedale.
Il vostro sorriso.
Perché quando una paziente torna a stare bene, quando una famiglia ritrova serenità, quando qualcuno ti dice semplicemente “grazie”, tutta la fatica trova un significato.
E allora capisci che, nonostante tutto, rifaresti questa scelta ancora una volta.

❤️👩🏻‍⚕️

Photos from DottoressaPic's post 31/05/2026

Tra tutti gli strumenti di prevenzione disponibili, il vaccino anti-HPV rappresenta uno dei rarissimi esempi di vaccinazione in grado di prevenire direttamente l’insorgenza di diversi tumori… primo fra tutti il tumore della Cervice!

Per questo il tema della vaccinazione in farmacia, al centro dell’incontro organizzato da Motore Sanità, rappresenta una sfida importante per il futuro della sanità territoriale.
Portare alcuni vaccini nelle farmacie significa rendere la prevenzione più accessibile, soprattutto per chi vive lontano dai centri vaccinali o incontra difficoltà nell’accesso ai servizi sanitari. Significa creare nuove opportunità di informazione e sensibilizzazione, aumentando la consapevolezza sull’importanza delle vaccinazioni e favorendo una maggiore adesione alle campagne vaccinali.
Naturalmente, è fondamentale che i soggetti fragili e i pazienti con condizioni cliniche particolari continuino a essere presi in carico dai centri vaccinali, dove la valutazione medica degli specialisti in igiene e degli altri professionisti coinvolti garantisce percorsi personalizzati e sicuri.
La recente delibera della Regione Piemonte che consente la somministrazione del vaccino anti-pneumococcico in farmacia rappresenta un primo passo concreto in questa direzione. Un modello che potrebbe presto essere esteso anche ad altre vaccinazioni.
L’auspicio condiviso da molti dei professionisti presenti è che entro la fine dell’anno possa essere disponibile in farmacia anche la vaccinazione anti-HPV. Un’opportunità che potrebbe contribuire ad aumentare ulteriormente le coperture vaccinali e avvicinare il Piemonte agli obiettivi di eliminazione dei tumori HPV correlati indicati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.
Perché la prevenzione funziona davvero quando è efficace, sicura, basata sulle evidenze scientifiche e soprattutto facilmente accessibile alle persone.
La sfida non è soltanto vaccinare di più. La sfida è fare in modo che nessuno perda un’occasione di prevenire una malattia che oggi, grazie alla scienza, possiamo evitare. 💚

18/05/2026

Ecco l’intervista di Elisir sulla pubertà precoce!

Photos from DottoressaPic's post 14/05/2026

La pubertà nelle bambine arriva sempre prima.
E oggi non possiamo più parlare solo di genetica o alimentazione.
Durante la trasmissione ELISIR abbiamo affrontato un tema sempre più attuale: la pubertà precoce, cioè l’inizio dello sviluppo puberale prima degli 8 anni.
Nuovi studi pubblicati sul Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism ci ricordano che, oltre al sovrappeso e alla sedentarietà, anche stress psicologico, sonno alterato e iperconnessione digitale possono influenzare il corpo dei bambini.
Parliamo di seno che compare troppo presto, crescita accelerata, peli pubici che arrivano quando una bambina emotivamente è ancora piccola.
Come medico, è importante riconoscere i segnali e rivolgersi al pediatra senza allarmismi ma senza minimizzare.
Perché ogni bambina ha i suoi tempi, ma quando il corpo cambia troppo presto è giusto capire insieme agli specialisti cosa stia succedendo.
Ma l’aspetto che mi sta più a cuore è quello emotivo.
Una bambina che cambia prima delle altre può sentirsi diversa, osservata, non pronta. Può vivere con disagio il rapporto con il proprio corpo, perdere sicurezza, isolarsi o sentirsi fuori posto rispetto alle coetanee.
Il corpo cresce, ma l’anima resta ancora bambina.
Ed è proprio lì che gli adulti devono esserci: con delicatezza, ascolto e senza trasformare quei cambiamenti in vergogna o paura.
Come mamma, però, sento che la prevenzione passi anche da altro:
più tempo insieme, meno schermi, più ascolto, più gioco, più lentezza.
Poter mangiare insieme, cucinare, sperimentare nuove attività.
Parlare davvero con i propri figli.
Accorgersi se sono stanchi, tristi, troppo sotto pressione.
Lasciarli giocare, annoiarsi, ridere, vivere tempi più lenti.
Perché oggi sappiamo che il corpo dei bambini assorbe tutto: stress, ritmi frenetici, ansie… ma anche amore, serenità e senso di protezione.
E forse la prevenzione più importante è proprio questa: permettere ai bambini di restare bambini il più a lungo possibile. 🤍

Grazie a Benedetta Rinaldi e Francesca Parisella conduttrici bravissime insieme all’ineguagliabile Michele Mirabella.

Photos from DottoressaPic's post 20/04/2026

Parlare di effetti collaterali è giusto, ma è altrettanto importante ricordare che oggi la radioterapia è:
sempre più sicura, sempre più controllata e soprattutto parte integrante di un percorso che aumenta concretamente le possibilità di guarigione
Con questo racconto, forse anche Sabrina Salerno riscrive il suo celebre ritornello ‘boys, boys, boys’ in ‘girls, girls, girls’, trasformandolo in un messaggio di informazione, consapevolezza e cura. Perché oggi più che mai, raccontare significa accompagnare, conoscere significa proteggersi, informare significa prevenzione.

12/04/2026

«La primissima cosa per fare prevenzione è amarsi, e solo amando se stesse si può riuscire ad amare tutto ciò che ci circonda, a partire dalle persone che abbiamo vicino». Queste le parole dell’attrice , della storica soap Rai Un posto al Sole, che ha raccontato la sua battaglia contro il tumore all’endometrio. Una neoplasia che in Italia presenta 10.000 nuovi casi l’anno. «Esiste però la prevenzione, che passa attraverso segnali chiari: dobbiamo imparare a riconoscerli, ascoltando il nostro corpo, e volendoci più bene», dice la dottoressa Elisa Picardo, ginecologa presso l’Ospedale Sant’Anna della Città della Salute e della Scienza di Torino e presidente

Nelle fasi iniziali, quando il tumore è confinato, la prognosi è generalmente molto favorevole, con una sopravvivenza a cinque anni che supera l’80%. Il trattamento principale è chirurgico e consiste nella rimozione dell’utero, spesso eseguita con tecniche mininvasive come la laparoscopia. Nei casi più avanzati possono essere necessarie anche chemioterapia, radioterapia e immunoterapia. «Negli ultimi anni abbiamo assistito a grandi progressi che permettono di personalizzare sempre di più le terapie», grazie allo studio delle caratteristiche molecolari del tumore. Naturalmente, «la prevenzione passa anche da uno stile di vita sano: controllo del peso, attività fisica e gestione delle patologie metaboliche». Nei casi a rischio genetico sono necessari percorsi di sorveglianza dedicati. Ma oltre agli aspetti clinici, resta centrale quello umano: «non dobbiamo limitarci alla diagnosi, ma accompagnare le pazienti lungo tutto il percorso, ascoltando anche le loro paure».
«La diagnosi di tumore cambia profondamente la vita di una donna», conclude la dottoressa Picardo, «per questo è fondamentale offrire non solo cure efficaci, ma anche un supporto umano costante».

Grazie a e .martinengo
Articolo completo ✍🏻

https://www.vanityfair.it/article/tumore-endometrio-che-in-italia-ogni-anno-colpisce-10000-donne-attrice-luisa-antonucci-se-ascoltiamo-il-nostro-corpo-si-puo-curare-la-specialista-i-sintomi-di-questa-neoplasia-sono-chiari

21/03/2026

La notte in ospedale comincia quando il mondo si spegne piano, ma dentro resta una luce ostinata.
Dalle 20 alle 8 il tempo si fa liquido: scorre lento, poi accelera all’improvviso, sospeso tra silenzi profondi e richiami urgenti. Ogni suono è più nitido, ogni gesto più essenziale. Nella penombra dei corridoi, chi lavora nella sanità veglia, attraversando la notte come custode discreto di vite.
Medici, infermiere, ostetriche, operatori: mani diverse, stesso ritmo silenzioso. Ognuno porta con sé competenza, stanchezza e una forma di dedizione che non fa rumore. E per molte donne, tra queste corsie, c’è anche un altro ruolo che pulsa forte: quello di madre.
E mentre le mani lavorano, il pensiero prende sempre la stessa strada: torna a casa. Ai figli che dormono, ai loro corpi piccoli raccolti sotto le coperte, ai sogni che non si possono accompagnare.
C’è una distanza che non è fatta di chilometri, ma di assenze sottili: una buonanotte mancata, una carezza rimandata, una storia non raccontata.
Essere parte delle professioni sanitarie e, insieme, essere mamma è abitare una soglia continua. È avere il cuore diviso e intero allo stesso tempo: una parte resta accanto a chi ha bisogno, l’altra veglia, invisibile, accanto ai propri figli.
È una forma di amore che si moltiplica, anche quando sembra di mancare.
La notte allora diventa un ponte silenzioso: tra chi nasce e chi cresce, tra chi chiede cura e chi attende presenza, tra l’urgenza del presente e la dolcezza di ciò che aspetta a casa. E quando arriva il mattino, con la luce che filtra timida, porta con sé una stanchezza dolce e il desiderio più antico: tornare, stringere i propri figli, e riconoscersi, finalmente, in quell’abbraccio

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