Shiatsu Amorevole
Lo Shiatsu é ascolto, risoluzione dei problemi, rilassamento e tocco materno ❤️
09/10/2026
06/10/2026
NON È SOLO QUESTIONE ESTETICA, MA DI SALUTE! Soprattutto dopo i 60 anni!
Leggi articolo della mia cara amica:
IL MUSCOLO NON SERVE SOLO A MUOVERTI: È UN ORGANO CHE PARLA CON TUTTO IL CORPO
(Di Patrizia Coffaro)
Quando pensiamo ai muscoli, immaginiamo braccia toniche, gambe forti, glutei sodi. Li consideriamo quasi una questione estetica oppure uno strumento per sollevare pesi e salire le scale.
In realtà il muscolo scheletrico è molto di più: è un organo metabolicamente attivo che comunica con il cervello, le ossa, il fegato, il tessuto adiposo, il pancreas e il sistema immunitario.
Il muscolo non resta semplicemente attaccato alle ossa in attesa di essere utilizzato. Quando si contrae produce e rilascia molecole chiamate miochine, veri e propri messaggeri attraverso i quali può influenzare altri tessuti... oggi ne conosciamo centinaia, anche se per moIte non abbiamo ancora compreso pienamente il significato nell’essere umano.
Questo cambia completamente il modo in cui dovremmo vedere I’attività fisica: non come un sistema per consumare calorie, ma come un segnale biologico.
Ogni volta che un muscolo incontra una resistenza, un peso, un elastico, una salita o il peso del nostro stesso corpo, riceve un messaggio preciso... devi adattarti, perché potresti servire ancora.
Se quel messaggio non arriva più, l’organismo tende progressivamente a ridurre ciò che considera costoso da mantenere.
Ed ecco perché, con il passare degli anni, non dovremmo preoccuparci soltanto di non ingrassare. Possiamo conservare lo stesso peso sulla bilancia e perdere muscolo, sostituendolo lentamente con grasso. La bilancia potrebbe non accorgersene; il metabolismo sì.
Il muscolo rappresenta infatti uno dei principali luoghi nei quali il glucosio viene assorbito dopo un pasto. In condizioni normali, gran parte del glucosio eliminato dal sangue sotto l’azione dell’insuIina entra proprio nel tessuto muscolare. Più che un semplice motore, quindi, il muscolo funziona anche come un grande serbatoio metabolico.
Quando la massa muscolare si riduce e ci muoviamo poco, diminuisce anche la capacità complessiva di gestire quel carburante. Naturalmente l’insulino-resistenza non dipende soltanto dai muscoli... intervengono genetica, sonno, alimentazione, tessuto adiposo, fegato, farmaci e ormoni. Ma trascurare il muscolo mentre si cerca di migliorare il metabolismo è come voler svuotare una vasca chiudendo metà degli scarichi.
C’è poi il dialogo con le ossa, per molto tempo abbiamo pensato che il muscolo proteggesse lo scheletro soltanto attraverso la trazione meccanica... il muscolo tira, l’osso percepisce il carico e viene stimolato a mantenersi resistente. Questo principio rimane fondamentale, ma oggi sappiamo che il dialogo è più complesso. Muscoli e ossa rilasciano molecole capaci di influenzarsi reciprocamente.
In altre parole, non sono due strutture separate: costituiscono un’unica unità funzionale.
È uno dei motivi per cui, soprattutto dopo la menopausa, occuparsi soltanto di calcio e vitamina D è riduttivo. Sono elementi importanti quando realmente necessari, ma non sostituiscono il segnale meccanico. L’osso deve anche ricevere una ragione concreta per restare forte. Ne parIo anche nel programma sull'osteoporosi.
Uno studio clinico condotto su donne in postmenopausa con ridotta massa ossea ha mostrato che un programma supervisionato di esercizi di forza ad alta intensità e attività d’impatto poteva migliorare densità ossea e funzione fisica... è un risultato interessante, ma non è un invito a prendere un bilanciere pesante dall’oggi al domani... quel programma prevedeva selezione delle partecipanti, tecnica corretta e supervisione.
Questo dettaglio è importante, perché spesso trasformiamo uno studio scientifico in una ricetta universale... non funziona così.
Una donna sedentaria, una persona con fratture vertebrali, chi soffre di importanti problemi articolari e chi si allena da anni non possono iniziare dallo stesso punto. Il principio comune è la progressione... lo stimolo deve essere sufficiente a produrre un adattamento, ma adeguato alla condizione individuale.
Anche il cervello partecipa a questa conversazione. Durante il movimento cambiano il flusso sanguigno, l’utilizzo dei nutrienti e la produzione di molte molecole coinvolte nella risposta allo stress e nella plasticità nervosa. Alcune miochine vengono studiate proprio per il loro possibile ruolo nella comunicazione tra muscolo e cervello.
Possiamo affermare con maggiore solidità che l’attività fisica regolare sostiene la salute metabolica, cardiovascolare, muscolo-scheletrica e mentale.
Il punto più interessante è che camminare e allenare la forza non sono la stessa cosa. Camminare è prezioso... aiuta la circolazione, riduce il tempo sedentario, sostiene l’umore e può migliorare il controllo glicemico, specialmente se fatto dopo i pasti. Ma una lunga passeggiata non sempre fornisce al muscolo uno stimolo sufficiente per conservare forza e massa, soprattutto se il corpo è ormai abituato a quel gesto.
È possibile camminare dodicimila passi al giorno e avere comunque glutei, schiena e quadricipiti deboli.
Quindi, non soltanto attività aerobica, ma anche esercizi di rafforzamento dei principali gruppi muscolari almeno due volte alla settimana. Negli anziani aggiungono attività rivolte a equilibrio e coordinazione, utili nella prevenzione delle cadute.
Rafforzare non significa necessariamente frequentare una palestra o diventare culturisti. Può voler dire alzarsi da una sedia in modo controllato, spingere, ti**re, sollevare, utilizzare elastici o pesi adeguati. Ciò che conta è che, nel tempo, l’esercizio diventi gradualmente più impegnativo.
Se ripetiamo per anni lo stesso movimento con la stessa facilità, il corpo non riceve più una vera richiesta di adattamento.
Anche l’alimentazione ha un ruolo, perché per costruire tessuto servono energia, proteine e micronutrienti. Ma ingerire proteine senza utilizzare i muscoli non produce automaticamente forza. L’alimento fornisce i mattoni; l’esercizio comunica dove e perché usarli.
Ecco allora un modo diverso di guardare l’invecchiamento.
Forse non iniziamo a sentirci vecchi soltanto quando compaiono le rughe. Iniziamo a sentirci vecchi quando diventa faticoso alzarci da terra, portare le borse, salire le scale, recuperare l’equilibrio o sostenere il nostro corpo.
La massa muscolare non è vanità... è autonomia, protezione metabolica, sostegno per le ossa e riserva funzionale per affrontare una malattia o un periodo di immobilità.
Non dobbiamo allenarci per punire il corpo per ciò che abbiamo mangiato. Dovremmo allenarci per ricordargli che vogliamo continuare a usarlo. Perché il muscolo ascolta ciò che gli chiediamo. Ma ascolta anche, molto attentamente, ciò che smettiamo di chiedergli.
XO – Patrizia Coffaro
04/10/2026
Grazie Roberto per la tua recensione!!🙏❤️
Per chi volesse descrivere la propria esperienza shiatsu, lo può fare attraverso questo link :
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01/10/2026
Carissima/0
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